CHI AMA IL BRIVIDO E’ SERVITO CON I RACCONTI DAL NERO FONDACO

CHI AMA IL BRIVIDO E’ SERVITO CON I RACCONTI DAL NERO FONDACO

IL LIBRO DI VALENTINA BORIN E MATTIA MARTIGNAGO EDITO DA DRAW UP E’ IN VENDITA ALLA LIBRERIA ON LINE WWW.FENICEBOOKSTORE.IT

di Giulia Pillon

Ci sono parole che non possono essere associate al bene. Vampiro, ombra, incubo… e ancora fobia, veleno, maledizione. Parole che danno vita a un brivido che ci corre lungo la schiena, che non possono portare nulla di buono, ma dalle quali siamo inesorabilmente attratti. È su questa macabra curiosità che gioca la raccolta “Racconti dal Nero Fondaco”, su questa irresistibile voglia di scoperchiare un barattolo che sappiamo contenere ogni sfumatura del male. E allora forza, entriamo in questo fondaco, lasciamo che due sconosciuti ci narrino di un vampiro desideroso di assaporare l’ultimo respiro dopo un’eternità trascorsa sulla terra, di un pittore che ritrae il male fino a sentirlo come un’appendice del proprio corpo, di un ragazzino che per una moneta dipinge ciò che sognerai. Annusiamo il vino d’ombra, prodotto con inusuali acini d’uva, incontriamo quello scultore ossessionato dal rendere eterno l’amore e quel monaco maledetto, scopriamo cos’è quella cosa di martedì

Racconti dal Nero Fondaco” è una raccolta che si muove tra nove tematiche care al genere horror, regalando fotogrammi che compongono una pellicola fatta di pura inquietudine. Ogni tematica è affrontata da due punti di vista, con due interpretazioni. Il libro può essere letto tutto d’un fiato, o assunto a piccole dosi, una tematica alla volta, senza necessariamente seguire l’ordine dei capitoli. Le atmosfere strizzano l’occhio a maestri del genere horror quali Stephen King e Edgar Allan Poe, e alcuni dei racconti sono ispirati a fatti realmente accaduti e credenze popolari. Le penne dei due giovani autori sono immediatamente riconoscibili, ma si alternano in un equilibrio perfetto: una lingua cruda, spietata, si intreccia a una più poetica, visionaria. Due stili, come due sono i livelli in cui si insinua e gioca la paura, quello fisico e quello mentale. In futuro mi piacerebbe vedere questi due stili fondersi in un testo a quattro mani, magari affrontando la stesura di un romanzo.

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