DA LEGGERE NELLA GIORNATA MONDIALE DELL’AUTISMO

DA LEGGERE NELLA GIORNATA MONDIALE DELL’AUTISMO

Il 2 aprile è la giornata mondiale per la consapevolezza dell’Autismo, una patologia  che investe migliaia di famiglie e che merita una conoscenza da parte di tutti noi. Perché le famiglie che hanno queste persone in casa si trovano al centro di grandi problemi di convivenza nel tessuto umano, sia all’interno della famiglia, ma molto anche con l’esterno, gli altri, il nostro prossimo, e con una burocrazia che in Italia, per la sua stolidità, frutto di incompetenze di carattere politico, tecnico e di personale, complica ulteriormente la vita dei cittadini che si trovano a dover quotidianamente affrontare questo fenomeno.

Per capire le difficoltà si suggerisce la lettura di “Il paese degli orchi” sottotitolo “Crescere una figlia difficile” di Lorella Chechi, edito dalla Oltre Edizioni. Un libro, questo, che racconta la storia di una bambina affetta da una malattia che rientra nello spettro dell’autismo, pur non essendo affetta pienamente da questa patologia, come ben racconta l’autrice, un’insegnante che, come madre, si è trovata alle prese con problemi del genere. L’autrice segue passo passo la nascita e la crescita di Chiara, mettendo in luce le problematiche che di volta in volta si trova a dover affrontare, problematiche sempre più grandi che la mettono a confronto con una realtà esterna, il paese degli Orchi, appunto, nel quale possiamo riconoscerci ciascuno di noi che, di fronte a una bambina difficile e indifesa, chiudiamo gli occhi per far prevalere i nostri interessi personali, a livello di singoli e, quando si entra nel campo del pubblico, a livello politico, di scuola, di Asl, lasciando che la famiglia se la sbrighi da sola. E’ l’ipocrisia di quando si parla di welfare, che in Italia, nella pretesa di volerlo fare usufruire a tutti indistintamente, spende male, disperdendole in mille rivoli, le sue risorse, lasciando indietro coloro che più, invece, ne avrebbero bisogno. Per un semplice motivo: che parliamo di patologie che durano tutta la vita, non a tempo, e pertanto una società che vuole essere davvero solidale e non solo per propaganda politica, dovrebbe occuparsene senza tutte quelle vischiosità, ipocrisie e quant’altro caratterizza la vita sociale che, invece di risolvere le difficoltà, scialacqua denaro pubblico solo in vista di ritorni di consenso elettorale.

Al di là di questi aspetti sociali che emergono, il libro merita essere letto anche per il modo appassionante, carico di amore e sofferenza, con il quale l’autrice racconta una storia che, per come è stata scritta, sembra un romanzo. Anche se è tutto vero.

MEMORIA PER GLI SCRITTORI (CHE SI LAMENTANO)

3 Aprile 2019

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