EICHMANN NASCOSTO IN ITALIA

EICHMANN NASCOSTO IN ITALIA

 

Di ANTONIO CANTRIDA

 

Villa Minozzo si trova in provincia di Reggio Emilia, nel Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano. E’ qui che si è nascosto per alcuni anni Adolf Eichmann, uno tra i maggiori responsabili dello sterminio degli ebrei. Siamo nell’immediato dopoguerra e Eichmann, con i giusti appoggi, probabilmente della Chiesa, ripara in Italia sotto falso nome. Ci resterà fino al 1950 quando un certo Riccardo Klement, che poi si scoprirà essere Adolf Eichmann, parte da Genova per l’Argentina dove anni dopo lo troveranno gli agenti del Mossad, il servizio segreto israeliano.

Fabio Galluccio, studioso del pensiero liberalsocialista, vice-presidente del Circolo Giustizia e Libertà di Roma, già autore di diversi libri che hanno inteso portare alla memoria luoghi ed eventi che la storia ha dimenticato, scopre per caso questa pagina oscurata dalle tante complicità di poteri, e dà avvio alla ricerca, una sorta di caccia al fantasma del boia, indagando sui luoghi, le persone, gli intrecci che hanno permesso ad Adolf Eichmann di vivere indisturbato nel nostro Paese.

Ne è nato un libro “Indagine su Eichmann”, edito dalla Oltre Edizioni per la collana “Letture del mondo” diretta da Diego Zandel, scritto con la leggerezza di quel acquarellista della penna che è Fabio Galluccio, capace con poche pennellate di fare ritratti e paesaggi nella profondità dello sguardo. Né esita di fronte alla necessità di uscire dall’anonimato a fare nomi e cognomi che inchiodano alcuni personaggi alle loro responsabilità. L’indagine lo porta a conoscere un uomo che all’epoca dei fatti aveva otto anni e gli racconta di un prete, Don Oreste un “fascista, ma di quelli duri. Camminava rasato, come un SS, anzi, dice Pietro, come Hitler. Eichmann riceveva messaggi nelle bottiglie, probabilmente in codice.”

Ma è solo uno dei primi testimoni, poi, a poco a poco, Fabio Galluccio, detective della storia, armato solo della sua volontà di capire come è stato possibile che in questa terra, che fu anche luogo della Repubblica di Montefiorino, autoproclamatasi indipendente dal 17 giugno al 1 agosto 1944 “circa 1200 chilometri quadrati sulle montagne modenesi e reggiane”, possa aver ospitato un personaggio del genere.

Ma è saggio non anticipare nulla. Molto meglio leggere il libro. Le sorprese non mancheranno.

 

 

UN VESTITO ROSSO TINTO DI NOIR

19 Febbraio 2019

VIAGGIO E AVVENTURA SULL'ORINOCO

19 Febbraio 2019

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *