INTRODUZIONE A GOFFREDO DI BUGLIONE

INTRODUZIONE A GOFFREDO DI BUGLIONE

“In questo saggio ricco e scrupoloso Sergio Ferdinandi, importante archeologo e storico medievista, approfondisce la storia e il profilo di Goffredo, dedicando una cura particolare alla spiegazione delle strategie militari che mise in atto per raggiungere Gerusalemme.”

 

Esistono personaggi le cui gesta hanno fatto sì che entrassero nella leggenda, donando loro l’immortalità.
Goffredo di Buglione è tra costoro.

Primo re di Gerusalemme, fu un capace condottiero: riuscì a liberare la Città Santa, e per questo venne mitizzato dalla Chiesa romana. Ma il ritratto tracciato dalla propaganda cattolica non è perfettamente realistico e aderente alla realtà…

In questo saggio ricco e scrupoloso Sergio Ferdinandi, importante archeologo e storico medievista, approfondisce la storia e il profilo di Goffredo, dedicando una cura particolare alla spiegazione delle strategie militari che mise in atto per raggiungere Gerusalemme.

Veniamo così a sapere del ruolo del nostro condottiero – sempre fedele al suo imperatore – nella lotta per le investiture, un evento storico tra i più importanti e decisivi nel Medioevo, che vide come protagonisti il potere temporale di Enrico IV e quello spirituale di Gregorio VII.

Non solo, ma vengono elargite al lettore informazioni curiose come quelle riguardanti il rapporto tra Goffredo e l’ambiziosa Matilde di Canossa, altro personaggio chiave della lotta per le investiture per via del suo ruolo di mediatrice. In teoria nipote e zia, di fatto rivali e contendenti dell’eredità degli Ardenne. Apprendiamo che il futuro re di Gerusalemme già da giovanissimo era un combattente caparbio e ostinato, che difese con tenacia ciò che gli spettava di diritto.

Poi, le crociate. Come scrive lo stesso autore, il mito di Goffredo di Buglione “si può rappresentare in due fasi ben distinte”: se nella prima fase egli è un “semplice” feudale al fianco dell’imperatore suo signore, nella seconda fase risponde alla chiamata di papa Urbano II, partendo a capo di un’armata con la quale, come detto, espugnerà Gerusalemme.

Le pagine dedicate a questa seconda fase sono particolarmente interessanti, non solo per le già citate descrizioni di strategie belliche che delizieranno gli appassionati di storia militare, ma anche per l’intelligente analisi che Ferdinandi fa della graduale mitizzazione di Goffredo. La figura di quest’ultimo, dopo la sua morte, venne sempre di più associata a quella di altri santi guerrieri, come San Michele e San Giorgio: al pari di questi, secondo la tradizione, sconfisse il male con la fede e la spada.

Infine, consultando con perizia le fonti, viene rivisto il suo rapporto con Daimberto, patriarca di Gerusalemme: se la propaganda cattolica ha voluto tacere sui conflitti tra Goffredo e Daimberto, rispettivamente esponenti del potere temporale e spirituale nel neonato regno di Gerusalemme, l’autore riporta invece alla luce la verità, svelando un re tutt’altro che accomodante e sottomesso.

Sergio Ferdinandi ha portato a termine dal punto di vista filologico una vera e propria impresa: ha cercato e recuperato informazioni e fonti preziose, le ha raccolte, contestualizzate e commentate, rendendole accessibili al più vasto pubblico possibile, senza far venire meno il rigore di una grande pubblicazione scientifica.

Buona lettura!

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