Chut! Zitto

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Chut!, «zitto!», è l’ultima parola che la signora Federman sussurra a suo figlio nascondendolo nel ripostiglio d’un misero appartamento di Montrouge. Siamo nel luglio 1942 e in Francia è in corso un rastrellamento nazista.

Casa Editrice : La Lepre edizioni

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Description

Chut!, «zitto!», è l’ultima parola che la signora Federman sussurra a suo figlio nascondendolo nel ripostiglio d’un misero appartamento di Montrouge. Siamo nel luglio 1942 e in Francia è in corso un rastrellamento nazista.
Raymond, precipitato nel buio e nella paura, vede così sparire per sempre la sua famiglia e il suo mondo. Quando sarà fuori del nascondiglio dovrà affrontare da solo la Storia e il proprio destino. Soltanto da adulto troverà la forza di domandarsi perché sua madre abbia salvato lui, proprio lui, e non una delle sue sorelle. Una scrittura che fa pensare a una musica in cui ritmo e chiave cambiano costantemente: momenti poetici e drammatici si alternano a scene leggere e divertenti attraverso le quali l’autore ricostruisce ironicamente la propria infanzia, celebrando e facendo rivivere in queste pagine tutti coloro che ha amato. Federman si interroga anche su come procedere nella narrazione, ora rimproverandosi le troppe digressioni, ora discutendo animatamente con l’editore sullo stile della propria scrittura.
Tale effetto sdrammatizzante, la “surfinzione”, lega indissolubilmente emozione e humor, in un’opera che è preziosa testimonianza sulle barbarie del Novecento, ma anche definitiva conferma di un grande autore postmoderno.
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NOTA AUTORE “RAYMOND FEDERMAN”

nasce in Francia nel 1928 e consegue il dottorato di ricerca alla University of California nel 1963, con una tesi su Samuel Beckett che divenne un suo caro amico. Professore emerito di Letterature comparate all’Università di Buffalo, Federman è fra i padri del postmoderno americano, autore bilingue e auto-traduttore. Tra le sue opere: Double or Nothing, Take It Or Leave It, Smiles on Washington Square, Surfiction, Critifiction, Aunt Rachel’s Fur, Le livre de Sam. Nel 2008 la Lepre ha pubblicato Il mio corpo in nove parti. Ci ha lasciati nell’ottobre 2009 mentre le sue opere venivano tradotte in più di dodici lingue