Il mio corpo in nove parti

15.00


Il diario corporale di Federman, virtuosistico e divagante, si fa mediazione sulla vita e sulla morte.
Filippo La Porta, “Left”

Casa Editrice : La Lepre edizioni

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Description

L’allievo prediletto di Samuel Beckett intraprende un viaggio tragicomico attraverso nove parti del suo corpo.

Il diario corporale di Federman, virtuosistico e divagante, si fa mediazione sulla vita e sulla morte.
Filippo La Porta, “Left”

Un viaggio dell’autore attraverso alcune parti del suo corpo: capelli, naso, dita dei piedi, voce, organo sessuale, molare rotto, orecchie, occhi, mano e cicatrici. Nove elementi fisici che fanno da viatico in questo singolare, ironico e malinconico viaggio con l’irrinunciabile e inseparabile compagno di ogni vita umana. A ogni parte del corpo è dedicato un capitolo.
Il mio corpo in nove parti è una danza macabra, ilare e postmoderna, una baudelairiana “sublime pantomima sull’orlo dell’abisso”, tanto più dissacrante in quanto scritta in occasione di un convegno di attempati professori tedeschi di semiotica.
È un romanzo che ricorda gli Esercizi di stile di Queneau, dall’infanzia povera ed ebraica vissuta a Parigi, prima della deportazione della famiglia, passando per il maggio francese, lo strutturalismo, le partite di tennis con sua moglie, senza trascurare una tirade sul suo ingombrante naso giudeo, degna del Cyrano di Rostand. Federman è un Queneau bilingue che, come Céline, ha attraversato l’oceano e vissuto di mille espedienti.
Scrive in una lingua che è insieme colta, altamente consapevole e al tempo stesso “parlata”, argotica, quasi violenta, invasa e pervasa da un incessante ritmo di jazz. Dal libro, che ha avuto un buon successo in America, in Francia e in Germania, è stata tratta una pièce teatrale.


NOTA AUTORE “RAYMOND FEDERMAN”

nasce in Francia nel 1928 e consegue il dottorato di ricerca alla University of California nel 1963, con una tesi su Samuel Beckett che divenne un suo caro amico. Professore emerito di Letterature comparate all’Università di Buffalo, Federman è fra i padri del postmoderno americano, autore bilingue e auto-traduttore. Tra le sue opere: Double or Nothing, Take It Or Leave It, Smiles on Washington Square, Surfiction, Critifiction, Aunt Rachel’s Fur, Le livre de Sam. Nel 2008 la Lepre ha pubblicato Il mio corpo in nove parti. Ci ha lasciati nell’ottobre 2009 mentre le sue opere venivano tradotte in più di dodici lingue