Nadia Boulanger. La grande prêtresse de la musique

20.00


“Ho compreso e lo comprendo ancora oggi che io non ho mai fatto tutto quello che potevo. Ho studiato molto ma non ho mai dato tutto. Ed è soltanto nel momento in cui proviamo ad avvicinarci a questo tutto che ci può essere una gioia interiore, nonostante le tristezze e i dolori.”

Nadia Boulanger 

 

                                                                                

Casa Editrice : Florestano Edizioni

Description

Se ci si chiede cos’hanno in comune Aaron Copland, Philip Glass, Quincy Jones e Astor Piazzolla, ma anche Elliot Carter, Roy Harris, Virgil Thomson, Jean Francaix, Dinu Lipatti e centinaia di altri artisti che hanno contribuito in modo determinante a scrivere la storia della musica del ‘900, la risposta non può essere che la loro insegnante, Nadia Boulanger (1887-1979). Cresciuta a Parigi tra la Belle Époque e i ruggenti Anni 20, e dotata di un talento forgiato da anni di studi intensi, divenne ben presto un’icona. In un mondo e in un’epoca di fatto preclusi alle donne, osò sfidare, con scelte coraggiose, i più basilari codici di comportamento del suo tempo: visse del proprio lavoro, partecipò a concorsi musicali di solito riservati agli uomini e diresse, prima donna in assoluto, orchestre prestigiose. Rinunciò alla composizione solo alla morte prematura dell’adorata sorella Lili, dedicandosi esclusivamente alla direzione d’orchestra e all’insegnamento. Le celeberrime Wednesday Lessons che teneva nel suo appartamento di rue Ballu a Parigi, o quelle del Conservatorio Franco-Americano di Fontainebleau, formarono negli anni schiere di musicisti, molti dei quali contribuirono allo sviluppo della tradizione classica nella musica americana. Amica e confidente di personaggi del calibro di Paul Valery e Igor Stravinsky, Antoine de Saint-Exupéry e la contessa De Polignac, Jeanne Lanvin e Ranieri di Monaco, Nadia Boulanger è stata una musicista e una donna straordinaria sul cui esempio vale la pena di riflettere ancora oggi.

La monografia si chiude con un’appendice dedicata al suo metodo pedagogico.