Odissea

16.00


«Iliade e Odissea sono sempre con me. Pilastri delle case che mi ospitano. Adoro queste nuove traduzioni di Dora Marinari con i commenti di Giulia Capo pubblicate da La Lepre edizioni. Un linguaggio contemporaneo, immediato, fedele all’essenza dei poemi omerici nati per essere diffusi oralmente. Una prosa ritmica e piena di musicalità. Se potessi consiglierei a chi ancora non ha mai letto l’Iliade e l’Odissea di correre a sfogliare queste pagine, certo che non le abbandonerà più.»
Roberto Saviano

Casa Editrice : La Lepre edizioni

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Description

«Iliade e Odissea sono sempre con me. Pilastri delle case che mi ospitano. Adoro queste nuove traduzioni di Dora Marinari con i commenti di Giulia Capo pubblicate da La Lepre edizioni. Un linguaggio contemporaneo, immediato, fedele all’essenza dei poemi omerici nati per essere diffusi oralmente. Una prosa ritmica e piena di musicalità. Se potessi consiglierei a chi ancora non ha mai letto l’Iliade e l’Odissea di correre a sfogliare queste pagine, certo che non le abbandonerà più.»
Roberto Saviano

Un’inedita, splendida traduzione in versi per la storia del più umano tra gli eroi, per il “classico dei classici” della letteratura di tutti i tempi: l‘Odissea è un’opera destinata sia alle nuove generazioni, sia a quanti vogliano riscoprire un testo universale. La traduttrice Dora Marinari e la commentatrice Giulia Capo completano l’importante operazione sui poemi omerici intrapresa con l’Iliade con questa Odissea che rinnova la bellezza del linguaggio omerico, rendendo piena giustizia alle sue infinite suggestioni tato quanto al suo spessore culturale. Un’Odissea che si fa leggere come un romanzo, grazie a una traduzione colta ma scorrevole e finalmente “moderna”, accessibile anche a quanti non abbiano esperienza di studi classici: ogni lettore potrà ritrovarvi il senso profondo e la musicalità dei versi omerici, insieme alla forza comunicativa che è l’origine stessa di ogni epos.
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NOTA AUTORE ” OMERO”
Omero, forse, non è mai esistito. Omero, forse, se lo sono inventato i Greci quando avevano ormai una così grande padronanza degli schemi logici, da non voler accettare l’idea che all’origine della loro cultura ci fosse non la mente di una singola persona, ma una lunghissima tradizione orale, durata secoli- probabilmente i primi tre secoli del primo millennio avanti Cristo. Molte città greche, soprattutto della costa dell’Asia minore, pretendevano dunque che Omero fosse nato nella loro terra.
Ma anche a noi, adesso, piace credere che sia stato un uomo vero e vivo, a immaginare quelle costruzioni così incredibilmente ricche di intelligenza e di pensiero che sono l’Iliade e l’Odissea. Ci spingiamo allora a supporre che sia un suo autoritratto quella figura di Demodoco, nel canto VIII dell’Odissea, talmente bravo che Odisseo, l’inventore del Cavallo di Troia, vuole sentir cantare da lui la storia del Cavallo; e invitiamo chi legge queste righe a prendere tra le mani quel libro VIII, e a dire che Omero non è esistito, se ne ha il coraggio!