UN DELITTO PASSATO ALLA STORIA PER IL SILENZIO IN CUI E’STATO PER OLTRE SESSANT’ANNI AVVOLTO

UN DELITTO PASSATO ALLA STORIA PER IL SILENZIO IN CUI E’STATO PER OLTRE SESSANT’ANNI AVVOLTO

LA VICENDA RACCONTATA IN “QUEL DELITTO DEL ’56” DI MARIO QUATTRUCCI, IN VENDITA SU FENICEBOOKSTORE

di Elisa Amadori

Mario Quattrucci ci trasporta indietro nel tempo di una sessantina di anni, nel cuore di un’Italia in preda alla logica del complotto e del sospetto: sono gli anni della Guerra fredda.

Lo fa con uno stile secco, plastico, mimetico. A parlare sono i fatti, riportati in luce fuori da quell’oscurantismo che caratterizza tante vicende della nostra prima Repubblica. Le pagine sanno di verità, parola chiave non a caso messa in risalto fin dalla copertina del romanzo, edito da Oltre edizioni. Una verità vera, non solo sbandierata, dato che chi scrive è stato parte degli eventi.

Il dipanarsi delle vicende viene presentato come una sceneggiatura teatrale, un palcoscenico dove è difficile intuire i ruoli reali al di là delle maschere indossate all’occorrenza: è lo stesso autore che ci proietta in questa dimensione, premettendo all’incipit del testo, in linea con la tradizione drammatica, l’elenco dei componenti della compagnia dei Personaggi. Il teatro torna nel momento di massima tensione, prima dello scioglimento finale, in cui ricorre la citazione degli Spettri di Ibsen, emblema dell’ipocrisia di quel mondo borghese che Quattrucci, procedendo con la logica e la suspense del giallo, squarcia con decisione.

Tutto parte dal ritrovamento di un cadavere, a Roma: entra subito in gioco un maresciallo dei carabinieri messo poi all’angolo dall’entrata in scena dei servizi segreti; la morte viene liquidata come suicidio, ma la questione non convince.

Spetta al lettore, seguendo la sapiente guida dell’autore, scoprirne di più.

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