UN’IMMERSIONE NELLA VITA DI DUE SANTE

UN’IMMERSIONE NELLA VITA DI DUE SANTE

di ELISA AMADORI

Benedetta de Vito, con ostinazione e devozione, quasi “nei panni di Miss Marple”, si mette sulle tracce della Beata Elisabetta Canori Mora e di Santa Caterina da Siena. L’autrice, con un palese slancio di passione, riporta in vita le due figure, insieme a quella della nonna Lisetta, che fin da bambina l’ha iniziata al mondo dei santi.

Il ritmo della prosa procede cadenzato, pacato: un invito ad immergersi nella dimensione della lentezza, gustandola.

La de Vito trasporta quindi il lettore, attraverso documenti, aneddoti, basiliche e cripte, in un viaggio sì alla riscoperta delle storie di Elisabetta e Caterina, ma soprattutto alla riscoperta del loro modo di essere nel mondo.

Mai come in questo momento la loro lezione può servire a tutti noi, credenti e non: leggiamo infatti che per Caterina “non era fatica, ma gioia concentrarsi, fermarsi, meditare, restarsene nella pace e nella gioia del paradiso. Il mondo di oggi invita a fare, all’azione, all’attività sempre e comunque. […] Perché nessuno, oggi, sa più fermarsi, rimanere lì dove è, in contemplazione della vita vera, una contemplazione che libera. Fermarsi nell’aoristo, per così dire”.

Considerazioni che ben si allacciano ai recenti versi della poesia “Nove marzo duemilaventi” di Mariangela Gualtieri: “Ci dovevamo fermare./Lo sapevamo. Lo sentivamo tutti/ch’era troppo furioso/il nostro fare”.

Dato che ormai fermi lo siamo, necessariamente, approfittiamo della situazione, dedicandoci alla lettura di “C’ero una volta” di Benedetta de Vito, edito da Oltre Edizioni.

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